Programma

PROGRAMMA ELETTORALE DEL COORDINAMENTO CIVICO A SOSTEGNO DI DARIO RAUGNA (eletto Sindaco del Comune di Grado il 5 giugno 2016)

 
TERRITORIO, COMUNITÀ E TURISMO: 
Un legame indissolubile

Sul nostro pianeta esistono immense lande disabitate dove non viene praticato il turismo. Altrove è possibile trovare diverse comunità che non vivono di turismo, basti pensare alla comunità di Marghera o a quella di Sesto San Giovanni. Anche la vicina comunità maranese, seppur insediatasi nella laguna che ci accomuna, deve il proprio sviluppo principalmente al settore della pesca e non certo alla villeggiatura.
GRADO è diversa, vive principalmente di turismo o almeno così dovrebbe essere, o meglio ancora così vorremmo che fosse. Da ciò si evince che per la nostra comunità il TERRITORIO costituisce la principale fonte di ricchezza, tuttavia il suo consumo negli ultimi decenni ha assunto proporzioni preoccupanti e un’estensione devastante.

 

Le varie trasformazioni che si sono succedute avevano come unico scopo la massimizzazione del profitto immobiliare a scapito del nostro patrimonio paesaggistico, storico, culturale, artistico e identitario. Snaturando la tipicità dei luoghi e facendo scivolare GRADO verso un unico, uniforme e grigio contenitore indistinto.
La ricchezza così prodotta è finita in poche mani lasciandoci in eredità i cocci derivanti da un’urbanizzazione ampia, rapida, violenta e scriteriata. Siamo in presenza di un circolo vizioso che, se non interrotto, poterà al collasso la nostra cittadina lagunare. Tutte le forze politiche impegnate in questa tornata elettorale spenderanno parole meravigliose in difesa del territorio, buone solo per soddisfare la bisogna. La nostra coalizione ha dalla sua un’esperienza quinquennale passata tra i banchi dell’opposizione, attraverso atti pubblici, proposte di deliberazione e numerose interrogazioni nell’intento di fronteggiare l’insano proposito di chi voleva raddoppiare GRADO, perlopiù con seconde case.

 

Siamo partiti da una posizione minoritaria cercando di impartire la consapevolezza che non si possa fare turismo distruggendo il territorio e polverizzando la nostra comunità. Se oggi una grossa fetta dell’opinione pubblica gradese comincia ad essere consapevole della convenienza ad invertire le priorità, specialmente in mancanza di tangibili interessi economici e sociali diffusi, lo dobbiamo anche al duro lavoro portato avanti da delle persone che amano la coerenza. Non abbiamo certo la convinzione di essere gli unici depositari della verità ma sappiamo anche che è doveroso battersi per quello in cui si crede ed è su questo terreno che lanciamo le nostre sfide.
Il nostro territorio è ricco di risorse naturali e paesaggistiche, ma anche di reperti storici che documentano un passato unico e interessante. La nostra comunità invece si è progressivamente ridotta nei numeri, perdendo in parte anche la sua peculiarità. In meno di cinquant’anni, sebbene la città sia letteralmente esplosa, siamo passati da cinque scuole elementari a due, con due sole sezioni e di questo passo presto potrebbe non esserci più una comunità gradese di riferimento. Contenere l’emorragia verso i comuni limitrofi è diventata una necessità, non c’è più tempo da perdere.
Occorrono risposte sull’abitazione primaria, sul lavoro, sui servizi, sulla qualità dell’ambiente e della vita in generale per i residenti, che troppo spesso sono stati messi a margine dell’agenda politica gradese. Invertire questo trend è possibile a patto di ricominciare dall’elemento principale che è IL TERRITORIO, per arrivare al prodotto finale, IL TURISMO, passando attraverso LA COMUNITÀ. Non esiste altra via che provare a ricucire questo legame ripristinando il giusto punto di equilibrio tra questi tre elementi.
Intendiamo mettere mano al Piano Regolatore avviando una collaborazione con le migliori università italiane affinché Grado possa diventare un vero e proprio laboratorio di idee. Si rende necessaria l’immediata applicazione delle norme di salvaguardia, così come previste dalla legge, al fine di tutelare l’applicabilità futura del nuovo strumento urbanistico. Verranno fatti salvi tutti gli interventi di edilizia convenzionata ed economico-popolare, ivi compresi quelli di manutenzione straordinaria, l’edilizia pubblica e tutti quegli interventi che sapranno inserirsi in modo armonico nel contesto urbano in cui si trovano.
Il territorio sarà ripensato valorizzando le sue bellezze naturali, riconvertendo le aree verdi sopravvissute in parchi urbani. Tutte le nostre scelte saranno indirizzate verso un unico obiettivo: migliorare la qualità della vita per i residenti e per i nostri ospiti rendendo la nostra cittadina attraente anche sotto il profilo turistico.
COMUNITA’ E SERVIZI 
Il termine Comunità necessariamente implica un insieme di persone che condividono un territorio, una parlata, uno stile di vita, un percorso storico, interessi e consuetudini comuni. È quindi un riconoscersi cittadini diversi perché unici, portatori di caratteristiche particolari originali e attraenti. La nostra isola ha tutte le doti per ritrovare e rafforzare questo spirito. Abbiamo un ambiente naturale invidiabile, una storia unica, una parlata speciale, espressioni artistiche eccellenti nella lingua, nella pittura, nella musica. Dovrebbe così emergere uno spirito di solidarietà e di orgoglio in ognuno di noi.
Negli ultimi decenni questo sentimento anziché diffondersi ha lasciato il posto a un atteggiamento critico e distruttivo, che ci ha portato ad una profonda crisi. Il senso di comunità va progressivamente ricostruito se vogliamo che per tutti noi ci sia un futuro. La cultura, come argomento di programma, non può prescindere da esso, poiché con questo termine si definiscono le conoscenze e le esperienze di un gruppo e quindi la sua identità, ma anche la visione di un futuro comune di benessere per tutti.
Servono politiche abitative per i gradesi, principalmente recuperando il patrimonio edilizio esistente di proprietà del Comune e successivamente, qualora ce ne sia bisogno, consumando con estrema parsimonia nuovo territorio anche acquistandolo dai privati e dalle banche laddove le condizioni di mercato lo permettessero. Occorre disincentivare la costruzione di ulteriore residenziale turistico, ovvero di quelle case che non hanno la metratura sufficiente per dare una risposta abitativa primaria.
In passato GRADO si è trovata a dover fare i conti con la necessità di assicurare una prima abitazione ai propri residenti e lo ha saputo fare egregiamente. Nacquero così i rioni della Schiusa e della Colmata. Se esiste una precisa volontà politica queste iniziative si progettano, si incentivano e si realizzano! Nel contempo vanno evitati tutti quegli interventi che vadano ulteriormente a deturpare la nostra isola, i cui tratti caratteristici vanno doverosamente preservati perché costituiscono la vera ricchezza di GRADO.
Vanno promosse e sostenute tutte le forme di associazionismo, poiché costituiscono un elemento aggregante per la comunità, favoriscono la socializzazione, il sostegno reciproco, il superamento dell’individualismo. Per le persone anziane è speranza di vita il poter incontrarsi e condividere esperienze e bisogni. Per i bambini è vitale per la crescita costruire rapporti tra coetanei in luoghi sicuri e ricchi di sollecitazioni. Per la crescita sociale dei giovani è determinante vivere situazioni che sviluppino il senso di identità e di appartenenza. I giovani devono essere consapevoli che diventeranno prima o poi attori nella vita sociale ed economica della nostra città.
Anche GRADO si trova ad affrontare il problema dell’invecchiamento della popolazione. Non possiamo pensare che la Casa di riposo sia l’unica risposta alle difficoltà legate alle patologie e alla riduzione dell’autosufficienza delle persone anziane. La struttura della nostra città, Casa Serena, non può essere l’unica soluzione. Se permangono buone condizioni di salute, molti anziani continuano a vivere a un buon livello di soddisfazione, svolgendo attività di volontariato o accudendo i nipoti. Vanno perciò incentivati i corretti stili di vita che contribuiscono a mantenere sane le persone anche in tarda età. Ci sono esempi di gruppi in movimento, di ginnastica dolce che possono essere attivati o sostenuti, se presenti, anche nel nostro Comune.
Vanno aumentate le occasioni di incontri che stimolino interessi intellettuali o culturali. Il Coordinamento Civico si impegnerà per mantenere l’ambiente sicuro e accessibile e sosterrà la rete sociale per garantire a ogni individuo il maggior benessere psicofisico possibile. Si impegnerà con le famiglie di anziani o che li ospitano facilitando interventi di assistenza domiciliare. Appoggerà i gruppi di volontariato che si sono costituiti o si formeranno nella comunità per dare risposte a persone anziane bisognose di servizi e prestazioni.
Pochi sanno che il sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio anche con poteri di programmazione, di controllo e di giudizio sull’operato del sistema sanitario (DLg 299/99 decreto “Bindi”). La Sanità è un argomento di fondamentale importanza per garantire la salute delle persone. Siamo d’accordo, vanno limitati gli sprechi, ma sempre per garantire servizi migliori, evitando provvedimenti illogici. Occorre ribadire con forza che GRADO, sebbene collegata con la terra ferma, è l’unica isola del Friuli Venezia Giulia. Ciò penalizza la nostra popolazione in termini di distanze chilometriche con i centri ospedalieri. È quindi di vitale importanza che venga sempre garantita la piena efficienza di un centro di Primo intervento e di un’ambulanza, potenziando questo servizio durante la stagione estiva, quando GRADO assume le dimensioni di un capoluogo di Provincia.
Nel contempo occorre che la Regione, nell’ottica di un miglioramento del servizio territoriale, consideri il nostro contesto geografico. C’è molta preoccupazione per la prevista chiusura del reparto di cardiologia dell’ospedale di Monfalcone, considerato che nelle patologie cardiache la diagnosi precoce è il primo salvavita. Sosterremo con forza le istanze della nostra popolazione nei confronti della Regione affinché il piano di riordino tenga conto delle nostre esigenze, anche per contenere l’emorragia demografica verso altri Comuni.
Quando si parla di scuola, ognuno di noi pensa a un edificio, magari a degli insegnanti, più o meno severi, a dei libri che abbiamo dovuto leggere e studiare. Ai bambini probabilmente fa pensare all’impegno e a volte alle difficoltà legate a un mondo nel quale si è soli e bisogna fare i conti col giudizio della società. L’esperienza che tutti ci portiamo dentro e che ci ha fatto diventare quello che siamo dovrebbe farci riflettere sull’importanza dell’istituzione: non è una parentesi nella vita quotidiana, ma una parte importantissima della nostra vita.
Proprio per questo non possiamo pensare di essere spettatori passivi, ma dobbiamo invece diventare protagonisti attivi. Tutti: genitori, bambini, ma anche semplici cittadini senza interessi particolari nello specifico. Ci sostiene sicuramente la certezza che conoscere bene una realtà permette lo sviluppo di un senso critico necessario in ogni scelta.
Sembra una banalità ricordare che nella crescita di un individuo intervengono tre fattori decisivi: la famiglia, la scuola e la comunità, che devono cooperare condividendo progetti e finalità, mentre appare scontato il bisogno di collaborazione tra scuola e famiglia. Nel passato non sempre è stata data giusta importanza alla parte di relazioni sociali che coinvolgono la comunità. Attraverso i rapporti sociali impariamo a riconoscerci e a costruirci un’identità, ci sentiamo parte di un gruppo che ha origini, abitudini e linguaggi simili. La scuola e la famiglia non possono non tenerne conto e la legge sul’ autonomia scolastica è nata anche per favorire l’integrazione tra queste diverse componenti della realtà educativa.
Il Piano dell’offerta formativa, che viene redatto all’inizio di ogni anno scolastico, è uno strumento fondamentale per pianificare le scelte di ogni scuola. Per formularlo è necessario che venga svolta un’analisi dei bisogni del territorio e si esplorino le sue potenzialità. Ciò può avvenire solamente in collaborazione con gli Enti locali interessati, ma può coinvolgere anche altre presenze nel territorio quali le Agenzie culturali formative (es. Biblioteca Civica, ludoteca), associazioni varie, il volontariato, ecc. Deve essere impegno della Scuola e dell’Ente locale promuovere atteggiamenti collaborativi per favorire la conoscenza delle risorse umane e culturali presenti e arricchire in questo modo le opportunità di crescita e di sviluppo armonico dei bambini e dei ragazzi.
 
La presenza di buoni servizi scolastici e di validi percorsi formativi alimenta il senso di appartenenza della nostra comunità favorendo la permanenza delle famiglie gradesi sul nostro territorio. L’Amministrazione deve quindi impegnarsi per il mantenimento della direzione didattica a Grado, dando peso allo status di piccola isola e nel contempo deve sostenere finanziariamente le iniziative a favore egli alunni con difficoltà di apprendimento, con particolare riferimento ai problemi legati alla dislessia che statisticamente coinvolgono il cinque per cento degli studenti.
Se vuoi testare lo stato di salute di una comunità guarda la condizione in cui versano i luoghi pubblici che favoriscono l’aggregazione e il ritrovo come l’ex area “Caribe”. Altri Comuni pagherebbero oro per avere a disposizione una struttura sportiva immersa nel verde. Sebbene ogni giunta passata abbia voluto lasciare a futura memoria il proprio “totem” (per ultimi vedi: il campetto di Street basket e il pallone gonfiabile a copertura della pista di pattinaggio) nessuno si è prodigato per attivare un Piano di Gestione cosicché gli impianti sono andati inesorabilmente in disuso e quelli nuovi sono destinati alla medesima sorte. È del tutto inutile avere a disposizione una pista di pattinaggio indoor se non sai a chi ti devi rivolgere per farti aprire la porta. Così facendo, pur avendo a disposizione gli impianti, i gradesi continueranno a portare i propri figli in altri comuni, dove queste strutture esistono e funzionano.
Intendiamo rilanciare quest’area e i terreni limitrofi con La Cittadella dello Sport. Un luogo ricreativo principalmente dedicato alle famiglie, al gioco e all’attività fisica, immerso nel verde, che sappia dare delle risposte alla nostra comunità, ma anche ai numerosi turisti che la frequentano e che amano praticare uno stile di vita sano, al passo con i tempi. Qualcuno obbietterà che una visione così concepita andrebbe a collidere con i piani di espansione già approvati dell’ex “Area Baffi” e della “Grado 3”, due lottizzazioni concettualmente superate che stante l’attuale crisi del mattone non stanno in piedi nemmeno sulla carta. Chi costruirebbe oggigiorno delle seconde case che nessuno comprerebbe? Tanto vale occupare quegli spazi con una visione per GRADO rivoluzionaria, ovvero:

 

  • Realizzare ciò che serve (Servizi per il residente e per il turista);
  • Evitare di costruire ciò che non serve (ulteriori seconde case). 

 

Procederemo attraverso piccoli passi dando un senso a ciò che abbiamo, utilizzando gli spazi e gli immobili che possediamo e non sono stati sfruttati come si sarebbe potuto. Faremo quindi tesoro dell’esperienza del passato per non incorrere negli errori di chi ci ha preceduto. La prima cosa da farsi è quella di individuare i soggetti potenzialmente interessati che in tempi brevi, attraverso dei semplici interventi di riqualificazione, potrebbero inserirsi in quell’area. Il Tennis Club Grado, ad esempio, oltre che portare avanti la propria attività potrebbe garantire la fruibilità della pista di pattinaggio e quella del campetto di calcetto. In futuro la costruzione di un ostello, magari gestito da una scuola alberghiera di livello, potrebbe fungere da volano per tutta una serie di attività.

 

Non sarà l’accademia di pasticceria ma è un’iniziativa che andrebbe nel verso di una lunga tradizione gradese nella scuola alberghiera. Una struttura così concepita, principalmente dedicata all’associazionismo, potrebbe fungere da base per tutta una serie di iniziative ludiche, sportive e ricreative. Siamo una località turistica e abbiamo una clientela internazionale. Sfruttiamo questa nostra peculiarità per offrire nuovi servizi per il turista e nuove opportunità per i nostri ragazzi, assicurandogli gli spazi e i luoghi in cui poter crescere.
In questi ultimi anni è successo che nostri concittadini che nel passato erano stati in grado di pagare i loro debiti alla Pubblica Amministrazione si siano trovati in difficoltà economiche tali da non poterlo più fare. Nella nostra comunità poi, relativamente piccola, alcuni hanno percepito come poco dignitoso chiedere un supporto ai servizi sociali. Proprio per rispettare i sentimenti di queste persone e per permettere loro di liberarsi dagli obblighi con la pubblica Amministrazione nasce il “Baratto” amministrativo.
Tradizionalmente il concetto di baratto è stato usato per definire una forma elementare di commercio, lo scambio diretto di beni o servizi fra persone, aziende, istituti, senza far uso della moneta. Oggi il concetto di baratto torna a essere di estrema attualità e sempre più numerosi sono i Comuni che prevedono la possibilità per i propri cittadini, titolari verso l’Ente di debiti di vario genere (imposte, tributi, ecc.), di barattare il mancato pagamento di questi con una propria prestazione, che sia socialmente utile e vada a integrarsi con i servizi già svolti dai dipendenti e dai collaboratori comunali.
 
Intendiamo introdurre tale modalità che costituisce attuazione regolamentare della disposizione contenuta all’art: 24 del D.L. n. 133/2014, c.d. Sblocca Italia, il quale introduce ex novo uno strumento consensuale di collaborazione tra le amministrazioni locali e i cittadini, volto a fornire soluzione al problema della difficoltà per famiglie a basso reddito di saldare i propri debiti di contribuzione sociale. Il baratto consente di tutelare il diritto di ciascun nucleo di preservare le risorse economiche per i bisogni primari, garantendo allo stesso tempo il rispetto delle regole di pagamento dei tributi, seppur in forma alternativa rispetto a quella pecuniaria. La norma prevede infatti che il Comune possa approvare riduzioni o esenzioni di tributi a fronte della presentazione di un progetto di riqualificazione e miglioramento del territorio urbano da parte di cittadini singoli o associati.
L’Ente definisce i criteri e le condizioni per la realizzazione degli interventi in relazione alle proprie necessità e ne stima il valore economico. La prestazione dell’opera da parte del cittadino, come valutata dall’amministrazione, vale a ridurre proporzionalmente il suo debito. Oltre a risolvere un problema di ordine economico, l’intervento diretto del cittadino comune sul territorio ha un forte valore etico, è momento di partecipazione e promuove nella comunità la consapevolezza che l’ambiente in cui si opera è un bene di grande valore da proteggere e migliorare.
Un altro aspetto della vita pubblica riguarda la trasparenza amministrativa ovvero quello strumento volto ad assicurare l’attuazione dei principi costituzionali, dell’imparzialità e del buon andamento delle Pubbliche Amministrazioni. Con l’applicazione dell’Art.9 del d.lgs. 33/2013 vige l’obbligo di pubblicare nel sito web istituzionale delle Amministrazioni pubbliche i dati, le informazioni e i documenti di rilevanza pubblica. Ogni cittadino che lo desidera può richiedere di accedere direttamente alle informazioni e ai documenti che lo interessano, ma per poter comprendere i contenuti ha bisogno che siano espressi in modo chiaro e semplice. Solo in questo modo i cittadini possono controllare quanto l’Amministrazione pubblica sta facendo ed essere in grado di esprimere opinioni e proposte, diventando così partecipi e consapevoli. Un’Amministrazione trasparente non si nasconde dietro a linguaggi difficili. Spesso infatti questi occultano interessi personali o di gruppo. Poiché la lingua degli atti non può essere modificata verranno organizzati degli incontri pubblici al fine di promuovere la trasparenza e la tracciabilità di tutte le attività (es. opere pubbliche, viabilità, contributi e benefit, ecc.). Il ruolo della politica deve essere quello di interfaccia nei confronti della cittadinanza. La trasparenza e la consapevolezza sono il viatico verso la partecipazione attiva dei cittadini alla vita pubblica.
COMUNITA’ E TURISMO
Sin dagli anni ’80 si è cominciato a parlare nel mondo di “turismo sostenibile”, in cui la conservazione dell’Ambiente Naturale e la ricerca di un nuovo equilibrio tra uomo e natura permettono la miglior convivenza possibile. Grado però non ha colto il valore di questa visione e ha continuato fino ad oggi a svilupparsi come negli anni ’70, quando costruire una struttura turistica, residenziale o alberghiera, anche se brutta o devastante, significava per il paese un aumento della ricchezza. Difficilmente gli ospiti scelgono una località che presenti condizioni di degrado ambientale, anche se sono presenti strutture recettive da 4 o 5 stelle e ristoranti di lusso, mentre privilegiano i luoghi che sanno unire un patrimonio ambientale integro alla bellezza e alla salubrità del territorio, elementi che offrono un’alta qualità della vita, sia per i turisti che per i residenti. Siamo consapevoli che il processo di cambiamento potrebbe richiedere tempi lunghi, ma intendiamo iniziarlo attraverso azioni immediate e concrete.
È indispensabile che all’inizio della stagione il paese si presenti pulito e ordinato, programmando per tempo gli interventi sia di ordinaria che di straordinaria manutenzione. GRADO è una località turistica europea, ciò significa che i nostri ospiti pretendono un livello elevato di efficienza. Tale prerequisito costituisce la base affinché la libera impresa locale possa esprimersi nel pieno delle proprie potenzialità. Che senso avrebbe investire ingenti somme di denaro nella promozione della nostra località se poi i cassonetti dell’immondizia non vengono vuotati regolarmente, la cura delle arre verdi risulta carente come carenti sono i servizi di base, il paese appare sporco, caotico e disordinato, le piste ciclabili insicure e mal tenute, le possibilità di parcheggio mal segnalate, ecc. ?
È del tutto evidente che GRADO per poter competere sul mercato globale deve fare un grosso salto di qualità, ricominciando dalle piccole cose, spesso trascurate perché ritenute superflue. Procederemo attraverso una risistemazione del territorio in tutti i suoi aspetti: legati alla viabilità, all’urbanistica, alla sicurezza, all’accessibilità, al miglioramento del decoro, della pulizia e della salvaguardia dell’ambiente. Un obiettivo ambizioso ma alla portata delle nostre possibilità che tenga conto di un concetto basilare: GRADO è UNA e INDIVISIBILE! Da molti anni è passata l’idea che sia sufficiente migliorare il centro storico, lasciando le periferie nel completo degrado. Questa politica è stata un boomerang. È mera utopia pensare che il turista, lasciando una recensione, precisi di essere stato a Città Giardino o a Pineta. Non è ammissibile che a Grado Pineta dopo cinquant’anni manchino ancora marciapiedi! Il commento negativo ricadrà su tutta la cittadina lasciando impressioni negative in molti potenziali clienti, a scapito di tutti.
 
Vanno elaborate soluzioni dedicate alle frazioni e alle zone decentrate, ingiustamente trascurate. Realtà territoriali che esprimono notevoli potenzialità proprio sul piano del completamento dell’offerta turistica. La qualità nell‘ organizzazione generale, nelle strutture e nei servizi, deve costituire l’elemento principale per rilanciare l’immagine e la sostanza di Grado, a favore dei suoi abitanti e del turismo.
Non dobbiamo però dimenticare che Grado è una località balneare che vive principalmente di stagionalità: mare, relax e divertimento non devono mancare. Per molto tempo i nostri amministratori hanno operato scelte turistiche supportate soltanto dalle loro personali convinzioni senza mai tenere conto delle reali esigenze dei turisti. È indispensabile invece saper cogliere tali esigenze per poter riformulare un’offerta che risulti più congeniale alla nostra specifica clientela. Non siamo contro la musica, pensiamo che sia un elemento indispensabile per una piacevole vacanza. Intendiamo sostenere i locali che vorranno allietare i propri clienti con buona musica, snellendo la prassi burocratica e gli adempimenti comunali. Ma dovrà valere per tutti la regolamentazione di volume e orario.
Una delle lamentele più ricorrenti dei nostri clienti è legata al problema dell’impaludamento di alcune zone della spiaggia, le cui cause sono ricercabili in un ambito molto vasto rispetto al perimetro comunale. Essendo a rischio la seconda spiaggia del Friuli Venezia Giulia, la prima per storia e tradizione, occorrerà promuovere uno studio in concerto con la Regione che porti a delle possibili soluzioni. Però non va mai dimenticato che la presenza di bassi fondali è anche un punto di forza della nostra offerta turistica. La balneabilità sicura è un elemento che attrae le famiglie con i bambini. Inoltre, le particolari condizioni climatiche e morfologiche rendono la nostra isola uno dei luoghi più attraenti a livello Europeo per la pratica del kitesurfing.
Veniamo alla gestione della nostra spiaggia che appare sempre più trascurata e non all’altezza delle aspettative dei clienti. L’idea che per ripianare i bilanci occorra tagliare i servizi e le relative maestranze ha fatto perdere a GRADO diverse posizioni di mercato. Trattasi di una gestione miope, buona per trarre in inganno l’avventore e deleteria nel medio-lungo periodo. Il Comune anziché farsi promotore per un piano di rilancio ha repentinamente perso peso azionario e quindi decisionale all’interno della GIT, come se la cosa riguardasse qualcun altro. Il management spesso è servito per assicurare delle prebende politiche agli amici aumentando il livello di disaffezione dei gradesi nei confronti di quella che un tempo fu la principale Azienda locale, tantoché si è fatta strada l’idea che la spiaggia in futuro possa venir spezzettata e data in mano ai privati. Riteniamo che la spiaggia principale di GRADO debba rimanere pubblica e gestita con una logica imprenditoriale. Va reperito sul libero mercato un valido professionista a cui conferire il ruolo di direttore, di presidente e di amministratore delegato e a cui verrà chiesto di redigere un piano industriale basato sul rilancio dell’offerta e dei servizi e non certo sul taglio verticale dei posti di lavoro. Alla politica il compito di verificare il conseguimento degli obiettivi aziendali e quello di partecipare economicamente al piano di rilancio.
Rilancio delle terme e riapertura dell’Ospizio Marino: Grado vanta una lunga tradizione nel settore termale e in quello curativo. Giova ricordare che cinque anni fa ci opponemmo allo sperpero di denaro pubblico del “Project Financing” andato fallito e costatoci un milione e cinquecento mila euro, mentre il contro soffitto della nostra piscina cadeva a pezzi. A nostro avviso occorreva indirizzare gli investimenti sull’essenziale poiché solo in questo modo ci sarebbero state delle prospettive di successo e chiedevamo che il contributo regionale fosse impiegato direttamente per un’immediata riqualificazione dell’esistente. Se la Regione ha imboccato questa strada lo dobbiamo anche all’impegno profuso dal nostro consigliere regionale Alessio Gratton, cosicché finalmente presto la nostra località potrà dotarsi di un nuovo impianto termale, utile per l’allungamento della stagione e capace di far sentire delle ricadute diffuse sotto il profilo occupazionale. Riteniamo che il progetto sia migliorabile e a tal proposito paghiamo il menefreghismo della passata amministrazione che anziché farsi parte attiva nei confronti della Regione ha declinato a quest’ultima ogni responsabilità. Restano infatti dei dubbi sul futuro delle sabbiature e sulla funzione da attribuire al vecchio edificio, che secondo il progettista andrà dismesso allungando la lista delle strutture inutilizzate ricadenti sul nostro territorio come il cinema “Cristallo”, Villa “Ostende” e l’ex casa protetta di Riva Bersaglieri.
Sulla chiusura dell’Ospizio Marino che vantava un secolo di storia stendiamo un velo pietoso. Non bisogna scordare però che quella sciagurata vicenda ha fatto soffrire migliaia di utenti che non hanno potuto curarsi in modo adeguato e ben settanta dipendenti persero il lavoro. A breve, grazie anche all’impegno portato avanti con passione da Sebastiano Marchesan, l’Ospizio Marino verrà riaperto. C’è da sperare che questa nuova struttura all’avanguardia capace di far sentire le proprie ricadute sia in termini occupazionali che di servizi rivolti ai disabili non venga inaugurata da chi vanta evidenti responsabilità politiche e morali. Sarebbe uno sfregio in faccia alla città.
Piani per il rilancio del verde cittadino: È innegabile il fatto che sulla nostra isola sia quasi completamente sparito il verde pubblico, sia quello di proprietà del Comune che quello a libero usufrutto da parte dei cittadini. Il territorio si presenta spesso trascurato compromettendo l’immagine complessiva della città. Non è ammissibile che un intero patrimonio boschivo, sebbene in mano ai privati, versi in uno stato a dir poco deprecabile. Per la cura del verde intendiamo introdurre lo strumento del Baratto Amministrativo. Dalla Colmata fino a Grado Pineta, passando per Città Giardino vanno ricercate soluzioni per la creazione e il mantenimento del verde pubblico. Occorre far leva sulle nostre peculiarità naturali, differenziando l’offerta turistica da altre località della regione come la vicina Lignano che pur non avendo dietro alle spalle oltre duemila anni di storia comunque hanno saputo difendere verde e vivibilità.
Arriviamo ora al problema dei parcheggi. Su circa un milione e mezzo di presenze del ricettivo turistico un milione finiscono nei campeggi e cinquecentomila negli hotels. La maggior parte dei ristoranti e dei bar, i viali per lo shopping serale e praticamente tutte le manifestazioni si trovano e si svolgono nel centro storico. Gli intraprendenti che volessero arrivare dai campeggi in bicicletta si trovano lo sbarramento di Pineta. Passando all’esterno la statale è buia e pericolosa. Gli autobus passano con poca frequenza. Ne consegue che tutta questa fascia di clientela o rinuncia a spostarsi o usa la macchina intasando il centro. Per questi clienti la soluzione è un servizio efficiente di bus anche di sera nonché il completamento e la corretta manutenzione delle piste ciclabili, evitando di costruire delle infrastrutture insicure come la nuova via appena inaugurata lungo la provinciale 19 che oltre a non dare una risposta ai ciclisti ha di fatto eliminato numerosi parcheggi.
Rimangono i pendolari. I parcheggi di Grado sono dislocati dove la gente non vuole parcheggiare. Dobbiamo rendere il loro uso più agevole e guidare l’automobilista, introducendo un sistema di indirizzamento automatizzato, con pannelli informativi che agiscano in maniera dinamica. Questo consentirebbe nei periodi di maggior flusso veicolare di scegliere opportunità quali, ad esempio, la eventuale chiusura del centro. Opportuni percorsi ciclo pedonali come la “Passeggiata a Mare” fino a Grado Pineta favoriranno l’utilizzo di questi parcheggi periferici. L’idea è quella di creare un collegamento di chiara fama che ci consenta la rivisitazione dell’intero assetto dell’isola.
Se vogliamo che il grosso dei flussi veicolari non investa più il centro di GRADO occorrerà pensare ad una nuova mobilità per il trasporto delle merci e delle persone. Perseguendo la strada di tener lontani il più possibile i flussi veicolari dal centro, con una buona progettualità cercheremo di accedere ai fondi europei per la riqualificazione urbana, privilegiando il pedone, che è il miglior cliente perché si lascia attrarre dalle merci e non inquina, ma chiede un ambiente sicuro su cui muoversi. Laddove si è proceduto con criterio è corrisposto un aumento del volume d’affari per il commercio e la ristorazione anche del settanta per cento già dal primo anno.
Vanno ricercate nuove modalità di circolazione e vadano introdotte delle politiche dinamiche sulla gestione degli accessi. Occorrerà rivedere la regolamentazione del traffico veicolare considerando meglio le necessità dei cittadini, delle attività presenti, degli abitanti della zona e dei turisti; garantire una maggior libertà di movimento ai residenti nei periodi di minor afflusso turistico prevedendo un regime differenziato tra estate, inverno, giorni festivi e feriali. Alle telecamere “intelligenti” che hanno regalato multe anche a chi spingeva un motociclo a mano preferiamo dei controlli puntuali. Il territorio va presidiato con la polizia municipale, la quale oltre a svolgere una funzione di controllo può fungere d’aiuto sia al residente che al turista fornendo le necessarie indicazioni. Nulla osta che questa funzione venga svolta anche grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie a patto che queste siano al servizio dell’uomo e non viceversa.
Qualora servissero nuove infrastrutture queste verranno concordate e promosse attraverso dei percorsi che prevedono la partecipazione attiva dei cittadini e finanziate anche ricorrendo all’imposta di soggiorno, una tassa di scopo il cui impiego deve essere sempre rintracciabile, che deve servire per migliorare la nostra località sotto il profilo turistico. Un paese efficiente, con buone infrastrutture, ben collegato, in cui ci si possa spostare comodamente, dagli elevati standard qualitativi è quanto occorre per vincere le sfide che ci attendono e poiché gli altri comuni turistici da tempo ricorrono a questa leva occorrerà fare altrettanto.
Per rilanciare il commercio è necessario passare da una visione a compartimenti stagni ad una prospettiva di integrazione, collaborazione e coordinamento tra più settori economici. Occorre fare sistema tra amministrazione comunale, enti intermedi, associazioni di categoria, operatori economici e privati, passando attraverso un’adeguata attività di programmazione coordinata a tutti i livelli. Si devono evitare sovrapposizioni e doppioni che portano a disperdere risorse nuocendo al sistema paese. Il calendario delle manifestazioni va pensato in base alla tipologia di clientela presente nelle diverse stagionalità e deve essere presentato ad ogni inizio anno in modo da consentire agli operatori turistici di divulgarlo per tempo alla propria clientela. È indispensabile snellire la burocrazia e garantire assistenza alle associazioni che intendono organizzare gli eventi nella nostra località, poco importa se un evento sia organizzato direttamente dal Comune o da un soggetto privato poiché tutto concorre ad aumentare l’offerta turistica del prodotto “GRADO”. È chiaro che per una buona gestione del comparto non siano sufficienti gli attuali tre addetti dell’ufficio turistico, che andrà potenziato per imprimere una svolta anche alla comunicazione. L’Ufficio Turistico inoltre dovrà reperire e gestire le eventuali sponsorizzazioni da parte dei privati che consentirebbero una maggiore autonomia nella scelta del programma.
Istituiremo un tavolo di lavoro con i proprietari di locali sfitti o invenduti che ricadono nelle destinazioni ad uso commerciale, in modo da poter offrire agli imprenditori (ricorrendo anche ai fondi regionali ed europei per l’imprenditoria giovanile, femminile e artigianale) soluzioni per la nascita di nuove attività sul territorio. L’obiettivo consiste nel garantire – secondo il principio di sussidiarietà – servizi adeguati e diffusi, andando contemporaneamente a valorizzare il patrimonio immobiliare e contribuendo a dar vita ad una rete economica che non sia necessariamente legata alla stagionalità ma che possa essere operativa durante tutto l’anno. I fondi europei strutturali 2014-2020 offrono dei canali di finanziamento trasversali al settore del turismo, anche sull’efficientamento energetico, che oltre ad essere volano economico nell’indotto determinerebbe risparmi sensibili sui costi vivi delle imprese aumentando la loro competitività.
Occorrerà inoltre trovare degli strumenti che favoriscano l’imprenditoria giovanile sia sotto forma di incentivi economici che di risorse umane e intellettuali a supporto delle nuove idee, nonché di facilitazioni per l’accesso al credito.
Un ulteriore impegno riguarderà il problema dello smaltimento delle alghe. Non possiamo pensare che l’unica soluzione sia il conferimento in discarica con costi esorbitanti sia per il Comune che per i concessionari. Nel breve periodo istituiremo dei gruppi di acquisto per aumentare la nostra capacità contrattuale nei confronti delle ditte che si occupano della pulizia degli arenili. Nel contempo occorrerà puntare sulla sperimentazione interpellando il mondo scientifico e accademico su delle possibili soluzioni. Va perseguita in maniera prioritaria la strada del riutilizzo del materiale spiaggiato verso nuovi impieghi. L’unica capace di trasformare il rifiuto in risorsa con indiscutibili vantaggi per la nostra comunità.
Per il rilancio della bassa stagione punteremo su alcuni comparti che negli ultimi anni sono stati completamente dimenticati e che hanno bisogno di essere valorizzati: Turismo congressuale: attualmente il Palazzo dei Congressi rimane chiuso almeno 300 giorni all’anno. Bisogna valutare il costo complessivo della struttura e praticare prezzi politici soprattutto per attrarre congressi in bassa stagione puntando sulle ricadute economiche diffuse che queste iniziative possono portare. Va valutata una rimodulazione degli spazi interni all’edifico per meglio rispondere alle esigenze del mercato. Turismo sportivo: con la riqualificazione dell’area sportiva delle “Piramidi” creeremo un’offerta coordinata per varie attività, sportive e non. La realizzazione di un ostello favorirà l’utilizzo della struttura da parte dei più giovani. Cicloturismo: abbiamo un patrimonio di piste ciclabili assolutamente trascurate, che devono essere mantenute in perfetta efficienza e corredate da rastrelliere facilmente visibili e raggiungibili, ben segnalate e soprattutto sicure. Questo incentiverà l’uso della bicicletta a scapito dell’automobile, un fenomeno che sta prendendo sempre più piede in Italia e in Europa. La costruzione di una nuova infrastruttura per l’attraversamento del canale Cucchini in prossimità di Boscat dedicata al passaggio dei mezzi agricoli e delle biciclette concorrerà al completamento dell’offerta turistica fornendo nuove possibilità imprenditoriali ai nostri abitanti nell’ottica di quel turismo ecosostenibile da tutti invocato.
Riserve Naturali: sono un patrimonio assolutamente sottostimato, vanno curate, implementate e promosse a livello internazionale. GRADO vanta un ambiente invidiabile, è una Camargue in piccolo: mare, laguna, campagna, storia, archeologia ed enogastronomia fanno del nostro territorio un luogo unico e apprezzato. Favorire il birdwatching e gli appassionati della fotografia, che troverebbero nella nostra laguna spunti interessantissimi, soprattutto nella bassa stagione, e che saprebbero rispettare l’ambiente e i delicati equilibri che lo regolano, in virtù della filosofia che li anima. Rilancio della Portualità: la precedente giunta comunale ha gettato alle ortiche la possibilità di riqualificare l’ambito portuale della “Safica” modificando il piano dei porti nel momento in cui due competitor privati si stavano contendendo la stessa area a colpi di rilanci. Dobbiamo fare in modo che la trattativa riparta garantendo l’interesse di tutte le parti in causa e fornendo le necessarie garanzie a tutela della Società Canottieri Ausonia che nella medesima area gestisce un pontile senza scopo di lucro, poiché tale riqualificazione fungerà da volano per l’intera città di GRADO.
Il porto Mandracchio va destinato ai transiti, alla flotta peschereccia e ai servizi di trasporto. Turismo Scolastico e Museale: con l’apertura del Museo del Mare e del Museo Diocesano potremo concorrere, assieme ad Aquileia, ad una forma di turismo assai diffusa. La nostra isola ha ricoperto un ruolo rilevante nell’Alto Adriatico diventando il perno tra il Patriarcato di Aquileia e quello di Venezia. Nelle previsioni degli analisti nei prossimi decenni il comparto economico dalla crescita più intensa sarà il turismo culturale. GRADO deve prepararsi a questa sfida internazionale valorizzando la molteplice e unica identità culturale del proprio territorio.
 
Non possiamo ignorare come nel mondo sia cresciuta la domanda di esperienze che possano rappresentare per il consumatore elemento di crescita e di arricchimento spirituale e intellettuale. Si parla di turisti che sono interessati alla cultura, all’ambiente, alla storia dei luoghi visitati. Non possiamo certo competere con altre località balneari che offrono un maggior numero di eventi, offerte meno costose in rapporto a proposte simili, ma possiamo offrire delle emozioni che altri non sono in grado di dare. Lo possiamo fare anche nei mesi non estivi. In che modo? Soprattutto sviluppando un atteggiamento solidale.
Nell’esperienza turistica risulta di grande valore entrare in una comunità viva e reale, nelle sue consuetudini, nei suoi ritmi, nelle sue peculiarità. Basti pensare a quale attrattiva possa essere ad esempio osservare la vita dei pescatori, visitare un casone, ascoltare i ragazzi del luogo che parlano della storia della nostra città o persone (magari di un’associazione) che raccontano le leggende locali. Non si tratta di alimentare una visione nostalgica, ma proprio di riconoscere il valore e la modernità delle tradizioni, i contenuti che certe forme di esperienza umana possono ancora trasmettere e proiettare verso il futuro. Considerare il turismo come una grande opportunità non solo economica ma anche culturale, sociale e civile, partendo da una visione di vantaggio comune. Riscoprire la memoria, che non è un elemento statico, ma un potente contenitore che raccoglie diverse storie e permette di riflettere su quello che eravamo e siamo diventati, di confrontarci con altri anche sui modi di affrontare il futuro.
COMUNITÀ’ E CULTURA
Il termine cultura viene interpretato in vari modi, a seconda del contesto a cui si riferisce. Cultura può essere considerato l’insieme di tradizioni, storia, lingua, ecc., elementi cioè che caratterizzano una comunità, ma è anche la fusione dei diversi aspetti che riguardano le attività legate allo sviluppo delle conoscenze o al piacere intellettuale ed estetico. È nostra intenzione intervenire in tutte e due le situazioni, per migliorare la qualità della vita e il benessere delle persone, nel primo caso assumendo come valore il patrimonio culturale della nostra popolazione, nel secondo caso fornendo degli strumenti e delle occasioni che allarghino la comprensione e la visione del mondo.
Nella nostra cittadina è evidente come cultura e turismo si colleghino, rendendo necessaria una capacità di organizzazione e di coordinamento efficace. Compito dell’amministrazione comunale sarà, oltre che intervenire direttamente con diverse offerte, mettere in relazione le varie realtà locali (associazioni, gruppi culturali) perché possano essere presenti in un progetto generale attraverso iniziative diverse, legate alle loro specificità. Per quanto riguarda la cultura intesa dal punto di vista intellettuale, sanno utilizzate risorse locali (Biblioteca, teatro, gruppi musicali, ecc.) ed esterne. Viene ribadito quanto sia indispensabile che le proposte culturali siano pubblicizzate attraverso tutti i mezzi possibili, che si consideri anche al territorio circostante, lavorando in rete per ampliare lo spettro delle offerte.
C’è una stagione invernale, nella quale vengono fatte offerte indirizzate principalmente ai residenti e alle persone del circondario. L’elenco sarebbe piuttosto lungo: i corsi dell’UTE, la stagione teatrale, le manifestazioni musicali della banda, gli spettacoli del gruppo teatrale di Grado e del teatro-scuola. In più ci sono tutte le iniziative promosse dal Servizio Cultura e dalla Biblioteca civica, che spaziano dalle conferenze, alla collaborazione con le scuole, alle mostre e agli incontri nella casa della Musica, alle manifestazioni che si svolgono al Palacongressi. Riteniamo che siano in numero adeguato e che risultino gradite, visto il numero di partecipanti, ma forse è possibile arricchirle nella quantità, rispondendo a proposte che possono via via nascere nella comunità e potenziare ancora di più le presenze con un’informazione capillare attraverso più canali.
 
Ci sono risorse, quali ad esempio la Pro-Loco, che potrebbero essere sfruttate ancora di più. Sarebbe interessante non dimenticare la nostra storia, i nostri cittadini famosi, gli interventi sulla città che hanno cambiato la sua immagine, attraverso degli incontri o delle mostre fotografiche, raccogliere testimonianze e oggetti del passato, sistemarle in un progetto organico. Un indirizzo culturale di questo tipo potrebbe risultare interessante sia per i locali che per gli ospiti.
Turismo e cultura hanno percorso fino a ora strade dal contenuto simile, ma separate nei fatti. Amministrazione comunale e Git hanno sviluppato percorsi degni di nota, ma che avrebbero potuto risultare più efficaci con un maggior coordinamento e un confronto sulle politiche da realizzare. Ci sono manifestazioni di indubbio successo quali: Libri sotto l’ombrellone, i concerti sulla diga, gli spettacoli teatrali nel centro storico, il Puppet.
Non dimentichiamo le manifestazioni sportive, che possono rientrare certamente in un’ottica culturale e per concludere Grado giallo, che si inserisce in una prospettiva di prolungamento della stagione turistica. Naturalmente è necessario proseguire su questo percorso, che si rinnova ogni anno nei contenuti e che continua ad avere partecipanti affezionati. E poi ci sono eventi che rispondono a richieste del momento (concerti di musica classica, incontri con autori, incontri di filosofia, ecc.) che hanno comunque una loro rilevanza.
Un progetto iniziale, ben strutturato, magari in una visione pluriennale potrebbe caratterizzare la nostra località. Non dimentichiamo che le manifestazioni a livello regionale, quali ad esempio Pordenone legge o il Festival del Cinema muto, hanno dato a questa città un’importanza internazionale attraverso la cultura. Per concludere una nota condivisa da tutti ma da realizzare nei fatti: è indispensabile una rete di rapporti con le località circostanti per poter dare una visione completa del territorio Friuli Venezia Giulia.
IL PARADOSSO DI FOSSALON E DI BOSCAT Fossalon e Boscat hanno sempre rappresentato una risorsa umana ed economica per Grado. Ora che la zona si sta spopolando si deve riflettere su quale perdita subirà la comunità intera. È stato un territorio che per molto tempo ha sviluppato un percorso a volte diverso da quello della cittadina di Grado. Mentre il centro turistico sembrava aver bisogno di costante interesse per accrescersi, probabilmente non c’è stata altrettanta attenzione ai problemi che ha dovuto affrontare la comunità di Fossalon.
Zero nascite, un invecchiamento progressivo della popolazione residente, l’aumento della fiscalità, la perdita dei servizi, regole stringenti sulla ristrutturazione degli immobili, una burocrazia spesso farraginosa assieme ai grossi sacrifici legati al mondo dell’agricoltura stanno provocando lo spopolamento di un territorio che vanta forti tradizioni.
Il paradosso sta nel fatto che i dati ISTAT ci indicano un settore agricolo in costante ascesa, soprattutto sul fronte giovanile con 57 mila nuovi occupati nel 2014 e nel primo trimestre del 2015 si registra addirittura un incremento record del 6,2% che è 10 volte superiore al valore medio di tutti i settori, per un totale di 27 mila occupati in più nelle campagne rispetto all’anno precedente. Ciò significa che l’agricoltura italiana rappresenta un punto di forza nazionale, il cui contributo è essenziale per la ripresa del Paese.
Invertire il fenomeno dello spopolamento non sarà una sfida facile ma deve diventare una priorità per chi andrà ad amministrare GRADO. Sarà una lotta contro il tempo prima che le comunità di Fossalon e di Boscat imbocchino la strada del non ritorno. In Europa esistono dei progetti mirati per il ripopolamento delle zone rurali, anche attraverso l’utilizzo dei fondi comunitari per il sostegno diretto. Bisogna agire in fretta con azioni volte a mantenere in loco la popolazione residente e ad attrarne di nuova. Il nostro gruppo crede fermamente nella difesa delle comunità grandi e piccole, che disegnano un’identità che non si può perdere. Pensiamo che si debba intervenire per difendere e sostenere tutte le persone che hanno interesse a rimanere, valorizzare e far rivivere i territori attirando nuovi residenti, sfruttando anche la vocazione turistica della nostra isola. Ci impegniamo ad ascoltare, a discutere e a trovare insieme soluzioni possibili ai problemi che verranno sollevati.
IL NOSTRO AMBIENTE LAGUNARE
La Laguna di GRADO occupa una superficie di circa 90 chilometri quadri. È un sistema complesso che sopravvive grazie all’intervento dell’uomo attraverso la manutenzione degli argini, l’escavazione dei canali e delle cavane. Tali interventi, oltre a preservare l’ambiente lagunare, favoriscono il necessario ricambio delle acque e la navigabilità.
Amministrare uno specchio marino enorme, comprensivo di canali, paludi e terre emerse presenta non poche difficoltà. È interesse comune che il territorio lagunare continui ad essere abitato dalla popolazione residente, detentrice del diritto di uso civico di caccia e pesca riconosciuto dal Doge Francesco Foscari alla comunità gradese sin dal 1439, secondo alcuni storici, a titolo di compenso per lo “scippo” dell’antica cattedra patriarcale.
Attualmente nella nostra laguna si registra un notevole flusso di imbarcazioni circolanti il cui moto ondoso va ad erodere gli argini delle mote, dei casoni e delle valli da pesca obbligando i concessionari ad interventi di manutenzione costosissimi. Si registra inoltre in maniera diffusa il fenomeno della raccolta delle vongole e della pesca sportiva da parte della popolazione vacanziera. A tal proposito giova ricordare che le risorse della nostra Laguna non sono infinite e che il diritto di caccia e pesca è un’esclusiva prerogativa dei gradesi. Nelle comunità montane pagando un permesso e rispettando delle precise prescrizioni in alcuni periodi dell’anno è possibile praticare la raccolta dei funghi. Non si comprende come mai nella nostra laguna si possa praticare un’attività predatoria senza nulla lasciare in cambio all’ambiente e alla comunità gradese. Occorrerà regolamentare questa pratica istituendo gli opportuni controlli affinché le prescrizioni siano rispettate.
Per i gradesi la laguna rappresenta una ricchezza insostituibile, perché è storia, lavoro, luoghi in cui si riconoscono. È quindi per loro di primaria importanza che sia protetta e conservata. Riteniamo inderogabile l’applicazione di un piano di gestione reperendo i fondi necessari per la sua applicabilità. Occorrerà impiegare una parte di queste risorse per il mantenimento della laguna anche sotto forma di incentivi ai concessionari per la realizzazione delle opere a mare, occorrerà inoltre riscrivere il regolamento per l’assegnazione di mote e casoni. È interesse di tutti che la laguna continui ad essere popolata dai gradesi e che la manutenzione degli argini, delle cavane e dei canali venga eseguita correttamente.
I dati della FAO ci indicano che il pesce allevato sarà il prodotto del futuro, quello selvatico si va man mano esaurendo. I limiti sulla pesca imposti dalle leggi comunitarie obbligano la nostra flotta all’autodistruzione. Stretti tra l’autostrada del mare da una parte e dall’impossibilità di entrare con le reti entro le tre miglia dall’altra ai nostri pescatori non resta altro che tagliare le loro imbarcazioni. La strada verso l’allevamento appare obbligata, un treno che GRADO non deve lasciarsi scappare.
Negli anni, accanto alla pesca tradizionale, in laguna si sono praticate anche altre attività fra le quali la molluschicoltura e la raccolta della vongola. Occorrerà valutare la praticabilità di questa strada ripartendo dalla sperimentazione, facendo tesoro degli errori del passato quando gli allevatori, pur avendo investito ingenti somme di denaro, si sono visti incastrati dalla burocrazia e hanno perso il raccolto. Occorrerà coordinare tutte le ricerche già avviate in ambito lagunare. La Comunità Europea promuove un’industria ittica dinamica per garantire alle comunità di pescatori un tenore di vita adeguato. La politica comune mira a garantire che la pesca e l’acquacoltura siano sostenibili dal punto di vista ecologico, economico e sociale e che rappresentino una fonte di alimenti sani per i cittadini dell’UE.
 
Impartire la consapevolezza alle nuove generazioni sugli equilibri che regolano la nostra laguna è un dovere civile. Deteniamo un bagaglio di conoscenze che va tramandato, anche per sviluppare il senso di appartenenza alla nostra comunità. Il Comune di Marano ha saputo attivare dei percorsi didattici per l’educazione e la conservazione ambientale. Vorremmo che il nostro Comune facesse altrettanto per i nostri ragazzi, magari utilizzando l’ex caserma della Guardia di Finanza di Porto Buso, attualmente in ristrutturazione, che in un primo momento doveva incrementare il numero dei posti letto dell’albergo diffuso mentre ora sarà adibita ad ospitare mostre e convegni.
Gite organizzate in laguna, andare di voga e vela tradizionali agevolando la concessione di qualche semplice punto di ristoro poiché il fascino di fare il turista in laguna inserito in un ambiente come descritto è sicuramente più grande che farlo “sbatociao dela mareta de garghe barca de dodese metri”. Nel 2016 puntare sul turismo eco sostenibile non è utopia, è un atto doveroso per stare al passo con i tempi. Questo è un lato della visione di una svolta per l’offerta turistica che tutti vogliono a parole e nessuno vuole affrontare con i fatti. L’intenzione è di differenziarci con qualcosa di sostanziale nell’offerta. Mica tutti possono vantare un ambiente lagunare e una zona umida come la nostra!
Il birdwatching è un hobby sempre più praticato in Italia e nel mondo. È un’attività che può essere svolta durante tutto l’arco dell’anno che ben si sposa con il nostro territorio lagunare riducendo al minimo i danni dell’impatto ambientale prodotto dai flussi turistici. Lo sfruttamento della laguna in forma organizzata è sicuramente una strada da percorrere a patto che vengano rispettati gli obiettivi politici producendo risultati tangibili. I ricavi economici che possono derivare dalle risorse naturalistiche della laguna attraverso le strutture ricettive rappresentano certamente una risorsa che va sfruttata in modo adeguato. Sarà necessario potenziare gli aspetti positivi emersi e superare le criticità attraverso un costante controllo.
La laguna di GRADO può essere fonte di reddito per la nostra comunità e può favorire innumerevoli opportunità per l’imprenditoria privata a patto che tali interventi siano rispettosi degli equilibri delicatissimi che la regolano.
Per ultimo ci ridurremo lo stipendio per dare un segnale a quanti devono affrontare quotidianamente varie difficoltà. Tale riduzione sarà sostanziale per il sindaco e simbolica per gli assessori, ai quali verrà chiesto un impegno importante in termini di tempo sottratto al lavoro e alla famiglia.
PRINCIPI ISPIRATORI E FINALITÀ Il Coordinamento Civico composto da: LIBER@, Open Grado, Democratici Gradesi Uniti per Grado e Fossalon e Insieme per Grado è laico, pluralista, radicato nei principi della Costituzione, promuove i diritti fondamentali riconosciuti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, dalla Costituzione Italiana e dalla Carta Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) e tra essi in via principale il diritto al lavoro, alla solidarietà, alla uguaglianza, alla libera espressione del pensiero, alla salute, all’istruzione, alla trasparenza amministrativa e alla partecipazione attiva dei cittadini alla vita pubblica. Ci impegnano in ogni sede ad attuare le linee guida espresse nel presente programma amministrativo: 
Il Candidato Sindaco:Dario Raugna; il Segretario di Liber@: Fabio Fabris; Il Rappresentanti di Open Grado: Greta Reverdito e Matteo Polo; Il Rappresentante dei Democratici Gradesi: Claudio Gaddi; Il Delegato di Insieme per Grado: Sebastiano Marchesan
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